Con quale centro di contrattazione lavorare

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Lo stesso argomento in dettaglio: Carta del Lavoro. L'introduzione del contratto collettivo nazionale di lavoro in Italia si ebbe, durante il ventennio fascistacon la promulgazione della Carta del Lavoro pubblicata sulla Con quale centro di contrattazione lavorare Ufficiale del Regno d'Italia n. XI La ratio sottostante il quadro in cui fu promulgata la Carta è quella del sindacalismo fascista teso, anche se lungo diverse e spesso conflittuali correnti sulla sua impostazione, ad assicurare un processo di inclusione dell'individuo e del lavoratore all'interno delle strutture dello Stato come furono proprio i sindacati che, daldivennero enti di diritto pubblico.

A questo si aggiungeva un ridotto potere negoziale degli stessi sindacati fascisti, privati dello strumento più importante della pressione sindacale: lo scioperocome la serrata degli imprenditori, era infatti punito penalmente articoli Con la nascita della Repubblica Italianal'art.

Assumono mediocre importanza le contrattazioni collettive di categoria e aziendali, nei confronti delle quali il contratto nazionale di livello confederale opera con quale centro di contrattazione lavorare deroga ancora parziale per quanto riguarda i contenuti e i soggetti titolari alla loro stipulazione possono concludere tali contratti solo i sindacati provinciali di categoria e non le Rappresentanze Sindacali Aziendali.

L'incisività dei sindacati italiani sul sistema di relazioni industriali dell'Italia raggiunge il suo culmine nel "biennio di lotta" e questo spiega perché la prima metà degli anni settanta rappresentino il periodo di minore istituzionalizzazione i vari livelli di contrattazione collettiva si prefigurano autonomi e indipendenti gli uni dagli altri e di massimo decentramento la funzione trainante delle relazioni industriali viene svolta dalla contrattazione collettiva aziendale.

Questo comporta un progressivo riaccentramento del sistema opzione bermuda e un contemporaneo rovesciamento degli equilibri delle relazioni industriali: la funzione trainante spetta ora agli accordi cosiddetti trilaterali sindacati dei lavoratori, degli imprenditori e istituzioni pubbliche e la contrattazione collettiva aziendale, pur non perdendo il suo ruolo-chiave, è costretta a porsi principalmente come contrattazione difensiva.

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Negli anni la ripresa dopo la crisi e la rapidissima innovazione tecnologica portano il sistema delle relazioni industriali verso un nuovo decentramento, il quale si configura come una delle principali cause della debolezza sindacale: la contrattazione collettiva infatti, oltre a porsi obiettivi sempre più difensivi, riduce il proprio ambito e la propria efficacia. Negli anni la necessità di risanare il debito pubblico dello Stato e di allinearsi ai requisiti indicati dall'UE per diventare paese membro dell'Euro portano il paese verso un progressivo riaccentramento delle relazioni industriali e verso quella che viene definita e istituzionalizzata nel protocollo del 23 luglio come "concertazione sociale", sistema di collaborazione tra maggiori confederazioni sindacali e Governo che prevede una sempre più ampia partecipazione dei primi alle decisioni di politica macro-economica di quest'ultimo.

Consacrato anche dal "patto di Natale del " introduttivo dei principi di "legislazione negoziata" e consultazione obbligatoria ma non vincolante" il nuovo equilibrio di relazioni industriali prefigura un doppio livello di contrattazione in cui la definizione di ambiti, tempi, modalità di articolazione, materie e istituti del contratto collettivo aziendale sono predeterminati dal contratto collettivo nazionale di categoria.

Caratteristiche e finalità[ modifica modifica wikitesto ] Nel settore del lavoro privato, esso è stipulato tra le organizzazioni rappresentative dei lavoratori dei sindacati in Italia e le associazioni dei datori di lavoro o un singolo datore che predeterminano congiuntamente la disciplina dei rapporti individuali di lavoro cosiddetta parte normativa e alcuni aspetti dei loro rapporti reciproci cosiddetta parte obbligatoria.

Nel settore della pubblica amministrazione italiana i soggetti interessati invece sono tra le rappresentanze sindacali dei lavoratori e l' Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ARANche rappresenta per legge la P.

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Le finalità essenziali del contratto collettivo sono quindi: determinare il contenuto essenziale dei contratti individuali di lavoro in un certo settore commercio, industria con quale centro di contrattazione lavorare, industria chimica, ecc. In Italiala contrattazione collettiva si svolge a diversi livelli, da quello interconfederale cui partecipa spesso anche lo Stato, in funzione di mediatore nelle trattative tra le confederazioni dei lavoratori e quelle dei datori a quello di categoria, a quello locale e aziendale.

I contratti che hanno maggiore rilevanza pratica sono i contratti collettivi nazionali di lavoro CCNLconclusi a livello di categoria. Le parti e gli elementi fondamentali[ modifica modifica wikitesto ] Il contratto collettivo di lavoro è usualmente concluso dalle associazioni sindacali di categoria che rappresentano i datori e i lavoratori operanti in un certo settore. Di norma, i contratti collettivi sono tuttavia conclusi per iscritto per comprensibili ragioni di chiarezza. La durata del contratto è fissata dalle parti stipulanti.

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Il contratto collettivo nazionale di categoria ha una durata di tre anni sia per la parte normativa che per la parte economica.

Prima delcioè prima dell'accordo interconfederale tenutosi il 15 aprile la durata era distinta tra parte normativa e parte economica, con quale centro di contrattazione lavorare anni per la parte normativa e di due anni per quella attinente alla retribuzione. Alla scadenza del termine, conformemente ai principi generali, il CCNL cessa di produrre effetti e non è più vincolante. La Corte di Cassazione ha infatti recentemente chiarito che l'art.

Anche dopo la scadenza del contrattoin ogni caso, conservano la loro efficacia le clausole attinenti alla retribuzioneatteso il rilievo costituzionale della prestazione contrattualmente dovuta al lavoratore.

La procedura di rinnovo del contratto è avviata tre mesi prima della scadenza dello stesso, con la presentazione delle cosiddette "piattaforme rivendicative".

Negli ultimi tre mesi di vigenza del contratto e nel mese successivo le parti collettive hanno l'obbligo di non intraprendere iniziative di lotta sindacale. Se il contratto scade senza che le parti collettive trovino un accordo per il rinnovo, ai lavoratori è dovuta la cosiddetta indennità di vacanza contrattuale, cioè un importo addizionale che ha la funzione di preservare la retribuzione quantomeno in parte dagli effetti dell'inflazione.

La legge italiana non obbliga le parti sociali a sedersi intorno a un tavolo e a giungere a un nuovo accordo entro tempi prestabiliti dopo la scadenza del CCNL: la concertazione non è riconosciuta nell' ordinamento giuridico come una fonte "obbligata" del diritto del lavoroche ha competenza esclusiva su certi temi. Con decreto del Governo o del Presidente della Repubblica possono essere riprese parti del CCNL, che ricevono forza di legge erga omnes, per tutti i lavoratori appartenenti a una categoria.

Il rapporto con le altre fonti del diritto[ modifica modifica wikitesto ] Il rapporto di lavoro è disciplinato da una molteplicità di fonti: legge, contratti collettivi e contratto individuale. Quando una fonte è gerarchicamente sovraordinata con quale centro di contrattazione lavorare a un'altra, la regola generale è nel senso che la fonte inferiore il contratto individuale rispetto al CCNL, il CCNL rispetto alla legge possa derogare a quella superiore solo in senso più favorevole ai lavoratori cosiddetta derogabilità in melius e mai in senso a essi sfavorevole inderogabilità in peius.

IL CCNL non ha mai efficacia abrogativa nei confronti delle leggi ordinarie, tranne il caso verificatosi una sola volta in Italia di recepimento delle disposizioni del contratto in un atto avente forza di legge. Se tra le fonti non sussiste un rapporto di gerarchia es.

Vi sono tuttavia casi, espressamente previsti ex lege, in cui la stessa legge autorizza la contrattazione collettiva a introdurre deroghe peggiorative rispetto alla disciplina legale si segnala, tra le altre, la l.

Di norma viene modificata solo la parte oggetto delle piattaforme rivendicative, lasciando per il resto inalterato il testo previgente. Esiste in via generale una gerarchia delle fonti del diritto sindacale, scritta e vigente negli ultimi trenta anni.

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La gerarchia si applica per le materie che sono competenza concorrente di due CCNL, ovvero quando un CCNL interviene in violazione della gerarchia, su una materia che è competenza esclusiva di un CCNL di livello superiore. Nulla vieta, nel permanere di una gerarchia delle fonti del diritto sindacale, che alcune materie siano identificate nel CCNL nazionale o direttamente dalla legge come competenza esclusiva del CCNL aziendale, eliminando alla base il contenzioso legale e l'arduo problema interpretativo delle molteplici fonti.

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L'identificazione del contratto collettivo applicabile[ modifica modifica wikitesto ] Dopo l'abrogazione del sistema corporativo, si ritiene che non sia più applicabile l'art. Un orientamento giurisprudenziale consolidato considera in primo luogo, ai fini dell'individuazione del contratto applicabile, la concreta volontà delle parti, espressa esplicitamente nel contratto individuale ovvero desumibile dall'applicazione continuata e non contestata di un certo CCNL.

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Si fa invece riferimento alla categoria economica in cui opera l'azienda quando la retribuzione contrattuale risulti inadeguata, ai sensi dell' art. In quanto contratto di diritto comune, il CCNL deve essere interpretato secondo i criteri ermeneutici dettati dal codice civile agli artt. L'interprete deve quindi ricercare la "comune volontà delle parti", riferendosi: all'elemento letterale delle clausole; al comportamento complessivo delle parti, anche posteriore alla conclusione del CCNL; al contesto contrattuale, interpretando le clausole del contratto le une per mezzo delle altre.

Va precisato che, secondo la giurisprudenzai contratti collettivi corporativi ancora in vigore conservano la loro originaria natura normativa e devono quindi essere interpretati secondo le specifiche disposizioni sull'interpretazione della legge art. La certificazione[ modifica modifica wikitesto ] Il CCNL metalmeccanico è stato il primo ad affidare ad Enti Bilaterali di imprese e sindacati firmatari D.

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Ad una camera con quale centro di contrattazione lavorare privati rappresentanti di associazioni sindacali e di datori è attribuita la potestà D. Lo stesso argomento in dettaglio: Contratto collettivo aziendale di lavoro. Nell'ordinamento italiano sono ancora presenti, accanto ai contratti collettivi di diritto comune, i contratti corporativi ed i contratto collettivo aziendale di lavoro. Sono anzitutto ancora in vigore, sebbene con una limitata rilevanza pratica, i CCNL recepiti in decreto ai sensi della legge Vigorelli deldi cui già si è detto in precedenza.

Vigono inoltre i contratti collettivi "corporativi", stipulati durante il ventennio fascista e aventi efficacia erga omnes in quanto fonti del diritto ai sensi dall'art. Una legge elettorale nazionale sull'elezione di RSU, RSA, Enti Bilaterali o Commissioni Paritetiche dove previsti, contratti collettivi, referendum promossi dai sindacati, darebbe garanzie minimali per tutti di un sindacato avente ordinamento democratico interno e di un voto personale, eguale, libero e segreto previste dalla Costituzione.

Se il contratto individuale contrasta con norme di legge, il giudice stabilisce il salario considerando le condizioni di trattamento economico contenute nel contratto collettivo. L'efficacia del contratto collettivo si estende anche al lavoratore non aderente a un'associazione sindacale, salvo che questi non si opponga, e al datore che, pur non aderendo all'associazione stipulante, manifesta, con comportamenti concludenti ed in forma esplicita, la volontà di recepirne il contenuto.

Il contratto collettivo "di diritto comune"[ modifica modifica wikitesto ] La funzione del CCNL di dettare dei minimi economici e normativi validi per tutti i lavoratori di un certo settore è garantita, in quasi tutti gli ordinamenti che prevedono l'istituto, da specifiche procedure volte a estendere le norme collettive a tutti i soggetti datori e prestatori operanti in un dato settore.

Una disciplina di questo tipo non è mai stata introdotta nel sistema giuridico italiano, sebbene l'art. La registrazione non significa una limitazione della libertà sindacale o un controllo in senso stretto, non essendo seguita né da sanzioni né da provvedimenti che potrebbero annullare atti del sindacato, se questo non è registrato o non ha un ordinamento interno a base democratica.

L'unica conseguenza possibile, sebbene rilevante, potrebbe essere la cessazione dell'efficacia obbligatoria dei contratti stipulati. La Costituzione ha posto un limite minimo, quello della base democratica che ha come primo presupposto l'elettività, a fronte con quale centro di contrattazione lavorare una norma con quale centro di contrattazione lavorare conferisce agli accordi contrattuali un notevole potere: quello dell'efficacia di legge ordinaria, e quindi un potere legislativo de facto a due parti sociali, o addirittura al solo sindacato, se questi come accaduto in passato ottiene dal Governo la sottoscrizione di un contratto collettivo, senza la firma della controparte.

Analogo presupposto della base democratica è portafoglio libro mastro pure per il Parlamento.

È chiaro che le norme possono stabilire le modalità di registrazione, non introdurre con queste modalità nuovi obblighi-condizioni. Di conseguenza, l'unico CCNL che le parti collettive sono oggi in grado di concludere altro non è che un contratto atipico art.

Le norme collettive trovano pertanto applicazione, quantomeno in linea di stretto diritto, nei confronti dei soli iscritti alle associazioni sindacali dei lavoratori e datoriali che hanno stipulato il contratto.

In questo senso si parla spesso di contratto collettivo "di diritto comune". L'assenza di una disciplina specifica ha causato non pochi inconvenienti, della cui soluzione si è fatta storicamente carico in massima parte la giurisprudenza.

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Per esempio, grazie all'applicazione di alcuni articoli del codice civile art. Inoltre la prassi giudiziaria estende tali contratti, in caso di controversia, anche ai soggetti non obbligati, sulla base dell'art. In base alla Cassazione, sentenza n. L'efficacia erga omnes introdotta per i contratti aziendali locali, verso una serie indeterminata di soggetti e l'inderogabilità, equiparano di fatto il contratto collettivo locale ad una legge ordinaria.

Diversamente da queste, il contratto collettivo non persegue in linea di principio l'interesse pubblico e il bene comune, ma interessi privati.

I contratti aziendali sono una mera scrittura privata senza alcun valore vincolante tra le parti: se in altre parole, una parte contraente non osserva quanto sottoscritto, né il giudice del lavoro né altro soggetto pubblico è tenuto all'applicazione dell'accordo, delle eventuali sanzioni previste per gli inadempienti e a ordinare la sua esecuzione forzata. Viceversa, i contratti collettivi di lavoro nazionali e territoriali almeno a livello di provincia hanno valore di legge tra le parti e rispettivi iscrittie al contempo quelli individuali di lavoro fra datore e dipendente hanno maggiore efficacia vincolante di quelli aziendali, se sottoscritti davanti alle Commissioni di Certificazione provinciali di cui alla Legge Biagi, perché con la certificazione acquisiscono forza di legge tra le parti e di atto amministrativo opponibile a soggetti terzi.

I contratti collettivi aziendali non sono ammessi alla certificazione di cui alla Legge Biagi. I tentativi di estensione dell'ambito di efficacia[ modifica modifica wikitesto ] Già a partire dagli anni cinquantacon quale centro di contrattazione lavorare corti italiane tentarono in vari modi di estendere l'ambito di applicabilità del contratto anche ai soggetti non iscritti, in modo da garantire a tutti i lavoratori anche dipendenti da datori di lavoro non aderenti alle organizzazioni stipulanti uno standard minimo di trattamento economico e normativo.

I giudici affermarono l'immediata applicabilità del precetto costituzionale anche nei rapporti tra privati, e interpretarono il concetto di "retribuzione sufficiente" facendo riferimento ai minimi tariffari previsti dai CCNL, applicando di fatto tali disposizioni contrattuali anche ai rapporti di lavoro intercorrenti tra soggetti non iscritti alle organizzazioni sindacali.

Tale orientamento giurisprudenziale, a tutt'oggi sostanzialmente immutato, precluse ai datori di lavoro non iscritti di retribuire i dipendenti in misura minore rispetto a quanto stabilito dalla contrattazione collettiva; i giudici affermarono successivamente che il datore di lavoro iscritto a un'associazione stipulante ha sempre l'obbligo di applicare il CCNL nei confronti di tutti i suoi dipendenti, quindi anche a quelli non iscritti al sindacato Cassazione, Per di più, fu introdotta una presunzione relativa di adesione del datore di lavoro all'associazione stipulante, superabile solo eccependo la non iscrizione entro la prima udienza Cassazione, Operazioni di estensione dell'efficacia del CCNL furono in più occasioni tentate anche dal legislatore.

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Il tentativo più rilevante fu intrapreso con la cosiddetta legge Vigorelli legge 14 luglio n. Tra i tentativi legislativi di estendere l'ambito di efficacia dei CCNL di diritto comune va inoltre ricordato l'art. Esigibilità dei contratti[ modifica modifica wikitesto ] I contratti collettivi sono qualificati come un contratto di diritto comune che pertanto non esplica efficacia ultra vires ossia verso terzivincolando solamente le parti firmatarie principio della rappresentanza di diritto comune.

Si considerano soggetti terzi non vincolati, in particolare, con quale centro di contrattazione lavorare le associazioni di secondo grado ad esse aderenti, che non ereditano diritti od obblighi previsti negli accordi. Nell'ordinamento italiano vige il principio della autonomia e pariteticità delle fonti collettive, per il quale le Confederazioni non possono assumere obblighi giuridicamente vincolanti che producano effetto direttamente in capo alle Associazioni aderenti.

A nulla rileva l'estensione della validità territoriale dell'accordo, ovvero che l'associazione sindacale firmataria a livello provinciale aderisca a una regionale, e questa a una nazionale.

I contratti di diritto comune operano nell'ambito del diritto privato e quindi non di possibile sovraordinazione di una parte rispetto a un'altra, come accade nel diritto pubblico.

Oltre a essere equiordinate, le parti sindacali sono autonome in modo paritetico a tutti i livelli nazionale tra Confederazioni e Associazioni di categoria, e soggetti locali e Camere del Lavoroin quanto soggetti giuridicamente e amministrativamente distinti es. Statuto CGIL, art. Ogni contratto è espressione di autonomia contrattuale pariordinata, con la confermata conseguenza che non vi è alcun rapporto di superiorità dell'uno sull'altro, e quindi di automatica potenzialità invalidante dell'uno nei confronti dell'altro.

In secondo luogo, se il sindacato di categoria non sottoscrive un accordo che è firmato dal sindacato Confederale es. Per la prima volta, il 15 ottobre l'ABI ha comunicato ai sindacati di categoria e al Governo di non utilizzare più il CCNL del settore bancario come contratto collettivo applicabile, dieci mesi prima della sua scadenza e rinnovo. Essendo la scelta del CCNL applicabile a discrezione del datore, di fatto si configura in qualsiasi momento un diritto di recesso unilaterale non opponibile anche in presenza di accordi unitari e in un primo momento applicati in azienda.

Esigibilità delle regole di condotta[ modifica modifica wikitesto ] Per analogo motivo, sono distinte regole di validità e regole di comportamento, per cui il contratto è nullo solo se viola norme imperative nella sua struttura o contenuto art.

Il rispetto delle esprimere denaro come fare di comportamento non è esigibile né in termini di nullità degli accordi, né con ordini ad adempiere: non essendo la nullità una sanzione espressamente prevista da una legge art. La violazione di regole interconfederali non ha conseguenze a livello civilistico sull'efficacia o validità della contrattazione di livello inferiore.

Giudice competente[ modifica modifica wikitesto ] L'accertamento della nullità delle clausole di un contratto collettivo non è qualificato come controversia di lavoro individuale e, dato il suo valore non determinabile, compete al giudice ordinario, sia che il sindacato non firmatario ricorra avverso associazioni dei datori che verso altri sindacati firmatari [9].

In assenza di una esplicita previsione di legge che equipari l'efficacia dei contratti collettivi ad atti pubblici idonei a formare un titolo contrattuale esecutivo, vale comunque il n. La norma si applica a vantaggio del lavoratore dipendente, non esistendo in genere obbligazioni di denaro a favore del datore se non di ammontare trascurabile.

Per quanto riguarda la parte normativa, diventa esigibile la retribuzione di giornate di assenza dal lavoro giustificate dal contratto malattia, permessi di studio, ecc. I contratti collettivi sono qualificabili come una scrittura tra soggetti di diritto privato o altro atto avente maggiore forza di legge autenticata in presenza di pubblico ufficiale, per la quale prima e al momento della stipula sussistono altri elementi tipici di un atto pubblico idoneo come titolo esecutivo, quali: un controllo di legalità assenza di vizi che rendono nullo o annullabile il contrattoe un controllo della rispondenza fra dichiarazione e volontà delle parti firmatarie.

La norma è stata contestata perché avoca ai CCNL aziendali materie regolate altrove: dalle legge, ovunque in Europa, come con quale centro di contrattazione lavorare licenziamento; o dai CCNL nazionali, come accade per le declaratorie di compiti e mansioni, e per i livelli di inquadramento, che sono poi la base per determinare i salari minimi tabellari spettanti, uniformi in tutta Italia, funzione essenziale che è da sempre attribuita e calcolata col Contratto Nazionale.

Già prima di questa norma, i CCNL aziendali potevano sempre derogare quello nazionale, ma soloin meius, a maggiore vantaggio del lavoratore. Potevano ad esempio stabilire un superminimo collettivo nelle retribuzione minima dei lavoratori, rispetto ai minimi tabellari del CCNL nazionale, scatti di anzianità più generosi, o giorni di ferie o permesso aggiuntivi. I contratti collettivi a tutti i livelli restano vincolati al rispetto della Costituzione, delle convenzioni internazionali e del diritto dell' Unione europea.

Con l'art.

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Per la prima volta in Italia viene introdotta l'esigibilità dei contratti aziendali davanti al giudice del lavoro. La legge non specifica le modalità operative e le garanzie effettive di segretezza del voto. L'esigibilità dei contratti aziendali non è retroattiva. Resta inattuato e non recepito da norme di legge, l' accordo interconfederale sottoscritto il 28 giugno da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, e valido per tutti i contratti collettivi. Tale accordo prevedeva di rendere validi ed esigibili per tutti i lavoratori gli accordi firmati a livello aziendale dalla con quale centro di contrattazione lavorare della Rappresentanza sindacale aziendale Rsa oppure dalla maggioranza della Rappresentanza sindacale unitaria Rsusenza la necessità del referendum approvativo di tutti i lavoratori.

Accordi sindacali sulla rappresentanza[ modifica modifica wikitesto ] Le fonti normative sono: Accordo del 28 giugnoAccordo del 31 maggioAccordo del 10 gennaio come guadagnare se studi Testo Unico sulla Rappresentanza, ma in realtà non recepito da norme di leggeConvenzione INPS-Confindustria-Sindacati del 16 marzo L'accordo del 10 gennaio fissa le regole elettorali per la RSU, e nella parte III afferma:"Il contratto collettivo nazionale di lavoro ha la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale.

I contratti collettivi aziendali per le parti economiche e normative sono efficaci ed esigibili per tutto il personale in forza e vincolano tutte le associazioni sindacali, espressione delle Confederazioni sindacali firmatarie dell'Accordo Interconfederale del 28 giugno ".

Vengono per la prima volta introdotte: esigibilità dei contratti aziendali estensione dei CCNL nazionali a tutti i lavoratori, anche non iscritti sanzioni pecuniarie e interdittive, e l'arbitrato per gli inadempienti al contratto collettivo, riservate alle associazioni firmatarie, esclusi i lavoratori alternatività di RSA e RSU: il datore si impegna per favorire una sola forma di rappresentanza. Dopo l'abolizione del Cnel, la Convenzione affida all'INPS il compito di raccogliere, rilevare e certificare valore temporale di unopzione cadenza mensile il numero medio annuo di deleghe sindacali aggregate e non nominative, per Federazione e riferibili ad uno stesso contratto collettivo nazionale, dettagliato poi per singolo sindacato, azienda e provincia.

La Convenzione ha validità per tre anni, senza rinnovo automatico, non definisce norme transitorie per la sua applicazione immediata ai numerosi contratti collettivi in scadenza e rinnovo per il contratti validi per tre anni che cesseranno di avere validità quando la Convenzione stessa, senza una sua applicazione di fatto.

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